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Associazione Sportiva Dilettantistica

Bandi e Fondi perduto per le Associazioni, News

Canone agevolato su Immobili dello Stato per le Associazioni Sportive. Novità dalla Legge di stabilità 2015.

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Lo sapevate che una legge dava la possibilità di avere immobili a canone agevolato per alcune Associazioni o Enti?

Ce lo ricorda la legge di Stabilità 2015 (approvata lo scorso 22 dicembre), la quale ha introdotto detta agevolazione anche con riguardo alle Associazioni Sportive Dilettantistiche.

Il DPR 296/2005 aveva infatti introdotto la possibilità che i beni immobili dello Stato potessero essere concessi in concessione (gratuita) o locazione a canone agevolato “per finalità di interesse pubblico connesse all’effettiva rilevanza degli scopi sociali perseguiti in funzione e nel rispetto delle esigenze primarie della collettività e in ragione dei princìpi fondamentali costituzionalmente garantiti” recitava la Legge.

Chi poteva beneficiare di queste agevolazioni?

Articolo 11 Soggetti beneficiari a canone agevolato 1. I beni immobili dello Stato di cui all’articolo 9 possono essere dati in concessione ovvero in locazione a canone agevolato per finalità di interesse pubblico connesse all’effettiva rilevanza degli scopi sociali perseguiti in funzione e nel rispetto delle esigenze primarie della collettività e in ragione dei princìpi fondamentali costituzionalmente garantiti, a fronte dell’assunzione dei relativi oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria, in favore dei seguenti soggetti: a) le regioni, nonché gli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

  1. b) gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base delle intese ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione; c) gli enti parco nazionali di cui all’articolo 4, comma 8, della legge 23 dicembre 1999, n. 488;
  2. d) la Croce Rossa Italiana;
  3. e) le organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10, commi 1, 8 e 9, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 7 dicembre 2000, n. 383;
  4. f) le istituzioni a carattere internazionalistico sottoposte alla vigilanza del Ministero degli affari esteri, di cui alla tabella allegata alla legge 28 dicembre 1982, n. 948;
  5. g) le istituzioni, le fondazioni e le associazioni non aventi scopo di lucro, anche combattentistiche e d’arma, le quali:

1) (Non ammesso al visto della Corte dei conti) 1 ;

2) perseguono in àmbito nazionale fini di rilevante interesse nel campo della cultura, dell’ambiente, della sicurezza pubblica, della salute e della ricerca;

3) svolgono la propria attività sulla base di programmi di durata almeno triennale;

4) utilizzano i beni di proprietà statale perseguendo, ove compatibili con i propri scopi, l’ottimizzazione e la valorizzazione dei medesimi, garantendo altresì la effettiva fruibilità degli stessi da parte della collettività.

Ora anche le Associazioni Sportive Dilettantistiche possono beneficiare di canone agevolato o concessioni su immobili di proprietà dello Stato.

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Quali sono gli oneri per utilizzare gli Immobili dello Stato?

Il DPR precisa che le Associazioni a cui vengono concessi in locazione o concessione gli Immobili di proprietà dello Stato, provvedano alla manutenzione ordinaria e straordinaria.

 

Non resta quindi che recarvi nelle vostre amministrazioni locali di riferimento per ottenere la concessione o locazione di un immobile sfruttando l’agevolazione offerta dalla Legge di stabilità.

 

Il Team Asso360

 

News

Tracciabilità Pagamenti – Buone Notizie per le Associazioni, per gli Atleti e per le Aziende Sponsor.

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L’Agenzia delle Entrate fornisce spiegazioni importanti per le ASD, Atleti e Aziende Sponsor.

Ricapitoliamo: l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti e dei versamenti delle associazioni sportive dilettantistiche (previsto dall’art. 25, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 1331 e l’applicazione del regime sanzionatorio di cui all’art. 4, comma 3, del decreto del Ministro delle finanze 26 novembre 1999, n. 473), ha fatto sì che le somme di importo superiore al vecchio milioni di lire fossero tracciate attraverso conti bancari, postali, ecc, tuttavia, non è più così, come tutti sappiamo, dal 1 gennaio 2015. Tuttavia, la tematica della tracciabilità dei pagamenti e dei versamenti, è ancora in essere in più di un ufficio della Agenzia delle Entrate su tutto il territorio nazionale dove molte ASD sono sottoposte a tale accertamento con conseguenze spesso deleterie.

 

La Risoluzione 45/E dell’Agenzia delle Entrate in tema di Tracciabilità dei Pagamenti

È con la risoluzione n. 45 del 6 maggio 2015, che l’Agenzia delle Entrate ha voluto definire questa tematica estremamente importante e che sgombra il campo da molti dubbi.

In particolare, la violazione del pagamento per contanti oltre i termini (516,46€), dava luogo alle seguenti conseguenze (cfr. risoluzione 45/E 2015):

  1. a) nel caso di pagamenti effettuati dall’ASD nei confronti degli atleti e dirigenti sportivi, al disconoscimento in capo ai suddetti soggetti del beneficio dell’esenzione dall’IRPEF previsto dall’art. 69, comma 23 , del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, per i compensi, fino all’importo di 7.500,00 euro, corrisposti agli stessi dall’associazione;
  2. b) nel caso di somme percepite dall’ASD (a titolo di sponsorizzazione), al disconoscimento della deducibilità del relativo costo in capo al soggetto erogante.

Tracciabilità Pagamenti Associazioni

Le ASD in sede di accertamento hanno più volte contestato i punti a) e b) motivando che l’art. 37, comma 2) lettera a) della Legge 342 del 2000 ha sostituito e abrogato la precedente L.473/1999 come segue (Cfr. Risoluzione 45/E 2015):

 

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“I pagamenti a favore di società, enti o associazioni sportive dilettantistiche … e i versamenti da questi effettuati sono eseguiti, se di importo superiore a lire 1.000.000 (pari a 516,46 euro), tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministero delle finanze … L’inosservanza della presente disposizione comporta la decadenza dalle agevolazioni di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398 … e l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 …”

Cosa cambia dopo la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate?

L’ASD che ha subìto un accertamento dall’Amministrazione Finanziaria sulla tracciabilità dei pagamenti (pagamenti contanti >516.46€) può esercitare in giudizio questa risoluzione per quanto riguarda a due particolari aspetti:

1) disconoscimento delle agevolazioni IRPEF delle somme corrisposte ad atleti, dirigenti, ecc (compensi e rimborsi);

2) disconoscimento deduzione del costo in campo all’impresa Sponsor.

Infatti, nel caso precedente, l’Amministrazione finanziaria avrebbe addirittura preteso il recupero delle imposte anche in capo ai percipienti (atleti, dirigenti, ecc.) per le somme fino ai 7.500€.

Successivamente, l’art. 1, comma 713, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, con decorrenza dal 1° gennaio 2015, ha innalzato da 516,46 a 1.000,00 euro la soglia dei pagamenti e/o versamenti effettuati dalle ASD soggetti all’obbligo della tracciabilità, equiparandola a quella prevista in via generale per le transazioni finanziarie4 . [per saperne di più…]

Cosa resta uguale?

a) disconoscimento della Legge 398/1991;

b) sanzioni amministrative.

“Dal quadro normativo delineato consegue che il sistema sanzionatorio applicabile – dopo le modifiche recate, con decorrenza 1° gennaio 2000, dalla legge n. 342 del 20005 – in caso di inosservanza della tracciabilità dei pagamenti e versamenti, è rinvenibile esclusivamente nel comma 5 dell’art. 25 e comporta, in capo all’associazione sportiva, la decadenza dalle agevolazioni della legge n. 398 del 1991 e l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 11 del D.lgs. n. 471 del 1997, ossia la sanzione amministrativa da 258,23 a 2.065,83 euro.”

 

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Spesometro: le Associazioni Sportive Dilettantistiche con partita Iva sono obbligate alla comunicazione

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Entro il prossimo 20.04.2016 va effettuato l’invio all’Agenzia delle Entrate della comunicazione clienti-fornitori c.d. Spesometro, relativa all’anno 2015, utilizzando il modello di comunicazione polivalente.

Anche le Associazioni No profit e le Associazioni Sportive Dilettantistiche, fra gli adempimenti, dovranno obbligatoriamente comunicare le operazioni rilevanti ai fini Iva anche se l’obbligo è limitato alle operazioni registrate nell’ambito dell’attività commerciale a prescindere dal regime contabile adottato.
Quali operazioni devono essere comunicate?
Contabilmente gli enti non commerciali che operano in regime 398/91 hanno l’obbligo di rilevare solo le operazioni attive, mentre sono tenuti solamente a conservare numerando progressivamente per anno solare le fatture ricevute.
Pertanto si può affermare che lo spesometro debba contenere certamente le operazioni attive riferite all’attività commerciale.
Per ciò che riguarda le operazioni passive, l’Agenzia delle Entrate, con nota del 23 gennaio 2014, ha specificato che, essendo tale adempimento collegato alle cessioni di beni / prestazioni di servizi rese e/o ricevute e non alla registrazione delle relative fatture, i soggetti che hanno optato per il regime della L. 398/91, anche se non obbligati alla registrazione delle fatture, devono comunicare gli acquisti di beni e servizi riferibili all’attività commerciale svolta, mentre non vanno indicate le fatture di acquisto riferite all’attività istituzionale.


Scarica la Guida agli Adempimenti Contabili.


 

Quali dati devono essere comunicati?

• tutte le operazioni per cui siano state emesse fatture, a prescindere dal singolo importo;
• solo le operazioni superiore ai 3.600 euro, IVA inclusa, se trattasi di operazioni per cui non sia stata emessa fattura, in quanto non dovuta.
Per i soggetti che rilasciano la fattura a seguito di richiesta del cliente, l’emissione della stessa determina l’obbligo di comunicare l’operazione a prescindere dall’importo.
Nel caso specifico delle ASD, le operazioni attive più frequenti sono rappresentate da prestazioni di sponsorizzazione e pubblicità, ma non devono essere tralasciate tutte le altre attività considerate di natura commerciale come la vendita del merchandising o dalla somministrazione di alimenti e bevande ai non soci per esempio.
Pertanto dovranno essere comunicati detti dati in relazione alle fatture emesse dal 01/01/2015 al 31/12/2015.
Come comunicare lo Spesometro?
Con provvedimento del 2 agosto 2013 l’Agenzia delle Entrate ha definito modalità e termini di presentazione dello spesometro che va redatto utilizzando il “Modello di comunicazione polivalente”, che consente di spedire le informazioni attraverso un specifico tracciato, e va inviato attraverso i canali telematici Entratel o Fisconline.
Chi può fare la comunicazione?
• Un intermediario abilitato (Commercialista, Caf, ecc.);
• Direttamente la Società o l’Associazione registrandosi ai servizi di Fisconline.

Sanzioni
La mancata presentazione di ciascuna comunicazione comporta una sanzione amministrativa da 258,00 a 2.065,00 euro.
Scadenze
La comunicazione telematica di dati va effettuata l’anno successivo a quello di riferimento:
• nel caso di liquidazione IVA mensile entro il 11 aprile 2016;
• nel caso di liquidazione IVA trimestrale entro il 20 aprile 2016.